Raggiungere Cala del Gesso richiede un po’ di impegno, ma la ricompensa è una delle calette più scenografiche del Monte Argentario. In questa guida descrivo il paesaggio, il percorso di accesso, il tipo di fondale, l’attrezzatura utile e il modo migliore per inserire la spiaggia in un itinerario tra Porto Santo Stefano, Porto Ercole e Orbetello.
Una caletta selvaggia che premia chi arriva preparato
- Accesso: circa 20-25 minuti a piedi, con una discesa impegnativa.
- Spiaggia: libera, formata da ciottoli levigati e scogli.
- Mare: limpido, con fondale roccioso vicino alla riva e più sabbioso poco oltre.
- Servizi: non ci sono bar, ristoranti, lettini o ombrelloni stabili.
- Da portare: acqua, scarpe chiuse, scarpe da scoglio, maschera e protezione dal sole.

Perché Cala del Gesso è una delle spiagge più belle dell’Argentario
Cala del Gesso si trova sulla costa occidentale del promontorio, non lontano da Porto Santo Stefano. È una piccola insenatura circondata da vegetazione mediterranea, rocce chiare e acqua dalle tonalità che cambiano dal verde smeraldo al blu intenso.
Il nome richiama le antiche attività estrattive legate al gesso, mentre davanti alla cala si riconosce l’isolotto dell’Argentarola. Il panorama ha anche un legame con la storia del territorio, grazie ai resti di una torre costiera di epoca spagnola visibili sulla rupe.
La spiaggia non è ampia e questo incide molto sull’esperienza. In alta stagione, soprattutto tra le 11 e le 16, lo spazio disponibile si riduce rapidamente. Io la sceglierei per il mare e il paesaggio, non per chi cerca comodità, servizi organizzati o ampie distese di sabbia.
Come arrivare e quanto è difficile il sentiero
L’accesso terrestre si trova lungo la Strada Panoramica Provinciale, in corrispondenza del chilometro 5,9, nei pressi della deviazione per Via dei Pionieri. Da qui si prosegue verso il cancello pedonale e si affronta un percorso di circa 700 metri, che richiede mediamente 20-25 minuti.
Il primo tratto è in gran parte asfaltato, ma non è percorribile normalmente in automobile. L’ultima parte diventa un sentiero più ripido, con gradini e fondo irregolare. La difficoltà maggiore non è tanto la discesa quanto il rientro sotto il sole, quando la pendenza si fa sentire sulle gambe.
Dove lasciare l’auto
Il parcheggio è uno degli aspetti più delicati. Gli spazi vicino all’inizio del sentiero sono limitati e lasciare l’auto in modo irregolare lungo la strada può comportare multe o intralci alla circolazione.
Conviene arrivare presto, soprattutto nei fine settimana estivi, oppure valutare un parcheggio autorizzato più distante e mettere in conto una camminata aggiuntiva. Non considererei Cala del Gesso una destinazione adatta a chi vuole scendere dall’auto e trovarsi subito sulla spiaggia.
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Le scarpe fanno la differenza
Le infradito sono una scelta poco prudente. Per il percorso consiglio scarpe da trekking leggere o da ginnastica con buona aderenza; per entrare in acqua sono molto utili le scarpe da scoglio, perché i primi metri possono essere sassosi e scivolosi.
Non è un sentiero tecnico, ma la pendenza, il caldo e il fondo sconnesso possono creare difficoltà a bambini piccoli, persone con problemi alle ginocchia o viaggiatori poco abituati a camminare. In questi casi è più sensato scegliere una spiaggia accessibile oppure arrivare via mare.
Com’è il mare e cosa portare in spiaggia
Il fondale alterna pietre, scogli e zone sabbiose. Dopo il primo tratto vicino alla riva, il fondo tende a diventare più regolare, ma la situazione può cambiare con il moto ondoso e la posizione in cui si entra in acqua.
La trasparenza del mare rende Cala del Gesso perfetta per lo snorkeling. Non aspettarti però una spiaggia attrezzata: l’arenile è libero e non dispone stabilmente di bar, ristoranti, servizi igienici, lettini o punti di noleggio organizzati.
- almeno 1,5-2 litri d’acqua a persona, soprattutto nelle giornate calde;
- scarpe chiuse per la discesa e scarpe da scoglio per il bagno;
- maschera, boccaglio e una borsa impermeabile;
- crema solare, cappello e un ombrellone leggero;
- un sacchetto per riportare indietro i rifiuti.
L’ombra naturale è poca e non sempre sufficiente. Per questo, secondo me, il momento migliore è la mattina presto, quando il sentiero è meno caldo e la caletta conserva ancora un’atmosfera più tranquilla.
Quando andare e quali limiti considerare
Il periodo più comodo va da giugno a settembre, ma luglio e agosto sono anche i mesi più affollati. Maggio e la seconda metà di settembre possono offrire un buon equilibrio tra temperature piacevoli, mare balneabile e minore pressione sulla spiaggia.
La cala è esposta ai venti occidentali. Con vento da ovest o mare mosso, l’acqua può perdere parte della sua trasparenza e l’ingresso tra gli scogli diventa meno piacevole. Prima di partire controllerei quindi il vento, non solo la temperatura.
| Situazione | Scelta consigliata |
|---|---|
| Giornata estiva molto calda | Arrivare prima delle 9 e portare molta acqua |
| Vento occidentale forte | Valutare una cala più riparata sul versante opposto |
| Famiglia con passeggino | Scegliere un’altra spiaggia, perché il sentiero non è adatto |
| Appassionati di snorkeling | Portare maschera e scarpe da scoglio |
| Chi cerca servizi e comodità | Preferire una spiaggia attrezzata nei dintorni |
Un errore frequente è trattare questa caletta come una normale spiaggia balneare. La bellezza dipende proprio dal suo carattere poco costruito, ma questo significa anche accettare assenza di servizi e accesso faticoso.
Come abbinarla ai borghi del Monte Argentario
La visita può diventare una giornata più completa dedicando qualche ora ai centri vicini. Porto Santo Stefano è la base più naturale per raggiungere la cala e offre un lungomare piacevole, locali, ristoranti e panorami sul Tirreno.
Porto Ercole, sul versante meridionale del promontorio, ha un’atmosfera diversa. Il borgo conserva un’impronta marinara, fortificazioni storiche e strade panoramiche che meritano una passeggiata al tramonto. Non lo visiterei di fretta: il suo fascino sta nei dettagli, nei saliscendi e nei punti di vista sul porto.
Per completare l’itinerario si può raggiungere Orbetello, legata al promontorio dai tomboli della Giannella e della Feniglia. La laguna, le mura e il centro storico aggiungono una dimensione culturale al viaggio, utile soprattutto se il mare non è praticabile o se si vuole alternare spiaggia e passeggiate.
Chi preferisce evitare il sentiero può considerare l’arrivo in barca da Porto Santo Stefano. La traversata dura indicativamente 18-20 minuti, ma dipende dal tipo di imbarcazione e dalle condizioni del mare. È una soluzione comoda per ammirare la costa dal largo, anche se non sempre garantisce tempi di sosta lunghi o accesso diretto all’arenile.
La scelta giusta per vivere Cala del Gesso senza sorprese
Cala del Gesso è adatta a chi mette al primo posto acqua limpida, natura e paesaggio. Non è la destinazione ideale per una giornata improvvisata con poche cose nello zaino, né per chi desidera ombra, docce e servizio ristorante a pochi passi.
La mia formula preferita è semplice: arrivare presto, fare il bagno nelle ore più tranquille, lasciare la cala prima del caldo intenso e concludere la giornata a Porto Santo Stefano o Porto Ercole. Così la fatica del sentiero resta una parte piacevole dell’esperienza, invece di diventare l’unico ricordo della visita.