Via degli Dei da Bologna a Firenze - guida alle 6 tappe

Marisa Giuliani .

19 settembre 2026

Gruppo di escursionisti su un sentiero lastricato in un bosco e poi su un prato verde, parte delle tappe della Via degli Dei.

Arrivare da Bologna a Firenze a piedi significa attraversare circa 130 km di Appennino Tosco-Emiliano, tra boschi, crinali, borghi e antiche strade romane. La difficoltà non sta soltanto nella distanza, ma soprattutto nel modo in cui si distribuiscono salita, dislivello e ore di cammino. Qui propongo una divisione pratica delle tappe, con distanze, punti d’interesse e consigli per scegliere il ritmo più adatto.

La divisione più equilibrata richiede sei giornate di cammino

  • Lunghezza totale: circa 130 km tra Piazza Maggiore e Firenze.
  • Durata consigliata: 5-7 giorni, in base ad allenamento e tempo disponibile.
  • Tappa più impegnativa: Brento-Madonna dei Fornelli, con circa 1.460 metri di salita.
  • Punto più alto: le Banditacce, intorno ai 1.200 metri.
  • Periodo ideale: primavera e inizio autunno, evitando pioggia persistente e caldo intenso.
  • Attenzione: prima di partire bisogna controllare deviazioni, viabilità e condizioni del terreno.

Quanto dura davvero il cammino da Bologna a Firenze

La Via degli Dei è un percorso escursionistico di circa 130 km che parte da Piazza Maggiore, passa dal Santuario di San Luca e raggiunge Firenze attraverso l’Appennino. Il tracciato alterna sentieri CAI, strade bianche, brevi tratti asfaltati e passaggi su antichi selciati della Flaminia Militare.

Io considero sei giorni la soluzione più equilibrata per chi cammina regolarmente ma non è abituato a percorrere 30 km ogni giorno. In cinque giorni il viaggio resta possibile, ma alcune tappe diventano lunghe e richiedono un buon allenamento; in sette giorni si guadagnano invece tempo, margine in caso di maltempo e occasioni per visitare i borghi.

Durata Per chi è adatta Impegno medio
5 giorni Escursionisti allenati 25-33 km al giorno
6 giorni Camminatori con allenamento normale 18-29 km al giorno
7 giorni Prima esperienza su più giorni Giornate più brevi e flessibili

Non esiste una divisione obbligatoria. Una tappa può essere accorciata dormendo a Badolo o a Monzuno, mentre la parte finale può essere allungata fino a Firenze soltanto se le gambe sono ancora in buone condizioni.

Le sei tappe consigliate della Via degli Dei

La suddivisione seguente segue una logica pratica e permette di alternare giornate più dure a tratti relativamente scorrevoli. Le distanze sono indicative, perché possono cambiare in base alla località scelta per dormire e alle varianti temporaneamente aperte.

Tappa Percorso Distanza Tempo indicativo Cosa aspettarsi
1 Bologna-Badolo o Brento 22,9-29,1 km 7,5-9 ore San Luca, Casalecchio, Sasso Marconi, Monte Adone
2 Brento-Madonna dei Fornelli 21 km Circa 9 ore e 50 minuti Monte Adone, Monzuno e lunghi tratti nel bosco
3 Madonna dei Fornelli-Passo della Futa 17,25 km Circa 5 ore e 50 minuti Flaminia Militare, Piana degli Ossi, Banditacce
4 Passo della Futa-San Piero a Sieve 21,08 km Circa 6 ore e 30 minuti Monte Gazzaro, Osteria Bruciata, Sant’Agata
5 San Piero a Sieve-Vetta Le Croci 18 km Circa 6 ore Fortificazioni medicee, Mugello, Monte Senario
6 Vetta Le Croci-Fiesole-Firenze Circa 18 km Circa 4 ore Poggio Pratone, Fiesole e arrivo in città

La prima giornata tra portici e Appennino

La partenza da Piazza Maggiore rende subito particolare il cammino. Si attraversa Bologna, si sale lungo il portico di San Luca e poi si entra gradualmente nel paesaggio collinare passando da Casalecchio di Reno e Sasso Marconi.

La tappa completa fino a Brento arriva a 29,1 km e circa 1.264 metri di salita. Per me è una distanza eccessiva se si parte tardi o se è il primo trekking di più giorni. Fermarsi a Badolo oppure rimandare la salita al Monte Adone può rendere l’inizio molto più gestibile.

Il tratto più duro tra Monte Adone e Madonna dei Fornelli

La seconda giornata concentra una quantità notevole di dislivello. La salita al Monte Adone è breve ma intensa, mentre il percorso verso Monzuno e Madonna dei Fornelli continua con diversi cambi di pendenza.

Qui servono passo regolare, acqua sufficiente e pause brevi. Non conviene consumare tutte le energie sulla prima salita: il tratto successivo è ancora lungo e la stanchezza tende a farsi sentire soprattutto nelle ultime ore.

La parte storica tra Flaminia Militare e Passo della Futa

La terza tappa è più corta, ma molto ricca dal punto di vista storico. Si cammina accanto ai resti della Flaminia Militare, l’antica strada romana, passando dalla Piana degli Ossi e dalle Banditacce, il punto più elevato del cammino.

Al Passo della Futa si incontra anche il cimitero militare germanico. È una sosta silenziosa e importante, che aiuta a leggere il paesaggio non soltanto come ambiente naturale, ma anche come luogo segnato dalla storia del Novecento.

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La discesa verso il Mugello e l’arrivo a Firenze

La quarta tappa presenta una lunga discesa dal Passo della Futa verso San Piero a Sieve. Il dislivello negativo supera i 1.100 metri, quindi ginocchia e quadricipiti possono soffrire più della respirazione.

Le ultime due giornate cambiano atmosfera. Si attraversano il Mugello, Sant’Agata, Bivigliano e il Monte Senario, con belle deviazioni culturali come la Fortezza Medicea di San Martino e il Castello del Trebbio. Da Fiesole si può raggiungere Firenze con i mezzi pubblici oppure proseguire a piedi, aggiungendo circa 8 km urbani.

Dove si concentra la fatica e come gestirla

La Via degli Dei è spesso descritta come un cammino di media difficoltà, ma questa definizione può trarre in inganno. Il terreno non presenta passaggi alpinistici, però alcune giornate sommano molti chilometri e dislivelli importanti.

  • Monte Adone: salita breve e ripida, da affrontare senza fretta.
  • Brento-Madonna dei Fornelli: la giornata più impegnativa per dislivello e durata.
  • Banditacce: zona esposta al vento e al maltempo, nonostante l’altitudine moderata.
  • Monte Gazzaro: il crinale può diventare scivoloso dopo la pioggia.
  • Discesa verso San Piero: richiede attenzione se si cammina con zaino pesante.

Il mio consiglio è di valutare la difficoltà in base alle ore effettive di cammino, non soltanto ai chilometri. Ventuno chilometri con 1.400 metri di salita sono molto diversi da ventuno chilometri quasi pianeggianti.

Dove dormire e come organizzare acqua e pasti

Lungo il percorso si trovano agriturismi, affittacamere, B&B, ostelli e alcune possibilità di campeggio. Nei periodi più richiesti, soprattutto tra primavera e inizio autunno, prenoterei con anticipo almeno le località più piccole come Madonna dei Fornelli, Passo della Futa e Vetta Le Croci.

Non darei per scontato di trovare un bar aperto a ogni ora. Le fonti e i punti ristoro possono essere distanti tra loro, soprattutto nelle sezioni boschive. Partirei ogni mattina con almeno 1,5-2 litri d’acqua, aumentando la scorta nelle giornate calde o quando il percorso prevede lunghi tratti lontani dai centri abitati.

La credenziale del cammino non è indispensabile per orientarsi, ma aggiunge un aspetto piacevole all’esperienza. I timbri delle tappe trasformano il percorso in un piccolo diario di viaggio e incentivano a fermarsi nei paesi invece di attraversarli di corsa.

Quando partire e cosa mettere nello zaino

La primavera e l’inizio dell’autunno sono, secondo me, i periodi più gradevoli. In estate le temperature possono diventare pesanti nei tratti esposti, mentre in autunno inoltrato le giornate corte lasciano meno margine in caso di rallentamenti.

Lo zaino dovrebbe restare il più leggero possibile. Servono scarpe già rodate, calze tecniche, guscio impermeabile, una borraccia o sacca d’acqua, lampada frontale, kit per le vesciche, protezione solare e una traccia offline del percorso.

La segnaletica CAI è presente, ma non sostituisce una mappa. Dopo piogge intense possono comparire fango, alberi caduti o deviazioni provvisorie; per questo controllerei sempre gli aggiornamenti dell’app ufficiale e del sito dedicato al cammino prima di lasciare l’alloggio.

Nel 2026 sono state pubblicate anche indicazioni temporanee sulla viabilità verso Brento. Non sempre riguardano direttamente il sentiero, ma possono influire su trasferimenti, taxi e accesso alle strutture ricettive.

La divisione giusta rende il cammino più bello

Per la maggior parte dei camminatori sceglierei sei tappe, con la possibilità di dividere ulteriormente la prima o la seconda giornata se si desidera procedere con più calma. Cinque giorni sono adatti soltanto a chi ha già una buona resistenza, mentre sette permettono di assaporare meglio borghi, pievi, paesaggi e cucina dell’Appennino.

La Via degli Dei non premia chi corre dall’inizio alla fine. Il risultato migliore arriva quando si lascia un po’ di spazio per una deviazione, una sosta a Sant’Agata, un tramonto dal crinale o un ultimo tratto verso Firenze percorso senza guardare continuamente l’orologio.

Domande frequenti

Il percorso misura circa 130 km e richiede in genere da 5 a 7 giorni. Sei giorni rappresentano il compromesso più equilibrato, mentre cinque sono adatti a escursionisti allenati e sette permettono giornate più brevi.
La tratta più dura è Brento-Madonna dei Fornelli, lunga circa 21 km e con quasi 9 ore e 50 minuti di cammino. Il dislivello positivo arriva a circa 1.460 metri, quindi conviene mantenere un passo regolare e portare acqua sufficiente.
È consigliabile partire ogni mattina con almeno 1,5-2 litri d'acqua, aumentando la scorta nelle giornate calde o nei tratti lontani dai centri abitati. Nello zaino servono anche scarpe già rodate, calze tecniche, guscio impermeabile, lampada frontale, kit per le vesciche, protezione solare e una traccia offline.
La primavera e l'inizio dell'autunno sono i periodi più gradevoli. In estate il caldo può pesare nei tratti esposti, mentre in autunno inoltrato le giornate sono più corte; prima di partire è inoltre necessario verificare deviazioni, viabilità e condizioni del terreno.
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Autor Marisa Giuliani
Marisa Giuliani
Mi chiamo Marisa Giuliani e ho sette anni di esperienza nel campo dei viaggi, della cultura e degli itinerari italiani. La mia passione per l'Italia e le sue meraviglie mi ha portato a esplorare ogni angolo di questo straordinario paese, e mi dedico a condividere queste esperienze con chi desidera scoprire le bellezze nascoste e le tradizioni locali. Scrivo di destinazioni affascinanti, di gastronomia tipica e di eventi culturali, cercando sempre di fornire informazioni utili, accurate e aggiornate. Sono convinta che ogni viaggio possa essere un'opportunità per imparare e crescere, e mi impegno a semplificare argomenti complessi, confrontando fonti diverse e seguendo le ultime tendenze. La mia missione è aiutare i lettori a pianificare itinerari indimenticabili, rendendo ogni esperienza di viaggio accessibile e comprensibile.
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